Si conclude così, con un tripudio di note, la “due giorni” che l’Amministrazione del Comune di San Pietro Infine ha voluto dedicare alle proprie vittime civili e militari e alle vittime di tutte le guerre .

Il 25 Aprile, la cerimonia dello scoprimento di una stele commemorativa con impressi i nomi dei caduti di San Pietro Infine, civili e militari, in un’unica lista, come fosse un unico abbraccio:cerimonia profonda nel suo significato e oltremodo commovente quando il Sindaco Mariano Fuoco ha ricordato il gesto eroico del capitano Modestino di Raddo, che, per evitare il massacro inevitabile dei propri commilitoni, si è immolato , dirigendosi da solo, con le braccia a croce, verso le linee nemiche ;

e il 26 Aprile, il concerto “Le note della Memoria” , magistralmente eseguito dalla United States Naval Forces Europe Band e altrettanto magistralmente diretta da C.White jr .

La piazza di San Pietro Infine è diventata, così, palcoscenico naturale di un “ensamble” di strumenti di grandissima varietà timbrica: trombe, tromboni, clarinetti, flauti , fagotto, oboe, xilofono, contrabbasso, basso a cinque corde, chitarra, batteria, grancassa (sicuramente ne mancherà qualcuno) , a simboleggiare le voci di tutti i popoli, una babiloeufonia musicale, e a dimostrare come ciascuno, nella propria varietà e diversità, possa fondersi ed ottenere un unico risultato:melodia,armonia, armonia di vibrazioni e di emozioni che vanno dirette alla mente e al cuore.Dall’Overture rossininana di “Un italiano in Algeri” all’Inno Nazionale Italiano, passando per Bernstein, Morricone, duetti vocali e strumentali, solisti e trii vocali, jazz e classici napoletani che hanno scaldato le voci e le mani del pubblico … Due brani, in particolare, hanno allargato il cuore e fatto accapponare la pelle:Halleluja di L.Cohen, interpretato egregiamente, e Gabriel’s Oboe, scritto da Morricone per il film “The Mission”: ecco , quest’ultimo, con la sua pace, il suo calmo e tranquillo e poetico movimento , non te ne accorgi, ma ti riempie quello che gli antichi definivano la sede dell’Anima …
e ti viene spontaneo immaginarli così, con un sorriso tra le labbra e il pensiero “ecco, finalmente, possano riposare gli occhi in pace”

Eravamo in tanti? Eravamo in pochi? Ha importanza? No .
Non c’era nessuno se non i nostri caduti e la musica …
non
chi ma per chi